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director più bravi. Hideki Nakajima, un genio giapponese della grafica che ha ideato riviste, allestito mostre e collaborato con importanti musicisti. La sua formula vincente è creare suspense. Nel 2006, ha vinto per l’ennesima volta , il Tokio TDC Grand Prix per una serie di poster intitolati “Seven Exhibition”, presentati ad Hong Kong l’anno prima. Nella storia della grafica,
alcune sue opere hanno guadagnato un posto fisso. Mostre permanenti sono dedicate a lui da istituzione dell’arte come il MoMa di New York, il Guangdong Museum of Art in Cina ed il Musèe de l’Imprimerie in Francia. Una sua prima personale , presso l’esclusiva ggg – Ginza Graphic Gallery di Tokio, Clear in the Fog, è stata presentata nei primi mesi di quest’anno. Una preziosa collaborazione reciproca è in atto fin dal ’99 con Ryuichi Sakamoto che ha prodotte scie di creatività nelle quail fluivano nomi come, Norika Sora and Shigeo Goto, realizzando molte copertine cd. 
La collaborazione con Sakamoto è oggi attivissima e continua, soprattutto su progetti di carattere sociale nonchè artistici. Attualmente, Sakamoto, gli ha affidato la grafica del progetto “Rokkasho” dal nome del villaggio che ospita il più grande impianto di riprocessamento di plutonio dell’Asia per sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi della proliferazione nucleare.
Nakajima è da oltre un decennio art director della rivista cult di arte e design, Cut; è un discepolo di un altro grande della grafica, Masami Shimizu.
La sua creatività sembra avere un sesto senso.
Questo genio nipponico, lavora e realizza, nel suo studio di Aoyama a Tokio.
www.nkjm-d.com
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Ogni cosa in qualsiasi settore della vita ha bisogno di rinnovamento, nuovi stimoli, nuovi obbiettivi da raggiungere. Fa parte del dna dell’uomo, è una formula intrinseca a noi stessi. Nella progettazione grafica questo rappresenta la “linfa
vitale” per poter fare questo mestiere con successo. Reinventarsi, potrebbe essere l’ orientamento generale, perchè la progettazione è soggetta a mode e tendenze e progettisi, illustratori e agenzie di punta nel settore hanno l’ esigenza di mantenere sempre fresco il proprio stile, all’ avanguardia con i tempi. Una delle norme fondamentali, nell’ambito della progettazione grafica, è il cambiamento. Lo stile del fotomontaggio, per esempio, un tempo molto popolare ha perso smalto ed I suoi adepti si sono evoluti. Per mantenere il successo nel corso degli anni, il progettista deve far in modo che il suo lavoro risulti sempre indovinato, accessibile e fresco.
Altri
invece come i consulenti di progettazione Stylorounge che, invece, hanno fatto l’ evelozuione come loro obbiettivo primario, sono rimasti al passo con i tempi e rappresentano loro stessi l’avanguardia delle agenzie. Un esempio per tutti, può essere il settore musicale che ha visto negli ultimi anni, investire sempre meno risorse nella promozione, stampa e confezione dei cd per invece seguire la strada dei video e dei siti web. Ebbene chi ha percepito in anticipo questa tendenza è riuscito a riaffermarsi, quelli che non lo hanno fatto hanno avuto ripercussioni negative commerciali oltre che avvertito la diminuzione del flusso creativo. Ma quale pùò essere la ricetta per cambiare al momento giusto e rimanere creativi? Forse quella di desiderare il cambiamento per poi poter innescare sviluppi positivi e forse conservare i principi fondamentali facendo evolvere, l’insieme attorno a se stessi. Un atteggiamento che porta verso l’ imitazione anche
se fatta bene non premia sicuramente e si respirerà un’ aria di superficialità ma non di rivoluzione creativa, artisticamente parlando. Ma dove c’ è il talento e le idee, partorite magari dall’ispirazione generata dall’ arte, dall’ architettura, dalla fotografia, dal cinema, dalla natura da tutto il contesto intorno, diventa naturale. Bisogna, quindi riconoscere il talento e difenderlo, diversificando i servizi e cercare di mantenere lo stile fresco e unico, tenendo presente che la pressione commerciale impone ed esige prodotti sempre più competitivi sul mercato e di appettibilità globale e massiccia.
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Icona nel panorama del Graphic Design della metà del XX secolo, è stato senza dubbio Saul Bass. Uno dei più grandi progettisti grafici de
l mondo ma anche il maestro indiscusso di titoli per il cinema, collaborando infatti con Alfred Hitchcock, Otto Preminger e Martin Scorsese. Ha contribuito
alla creazione di oltre 50 sequenze di titoli, come quelle per Vertigo, Psycho e L’ uomo dal braccio d’oro. Negli anni ’40, la sua attività di proget
tista grafico freelance inizia a New York per poi spostarsi a Los Angeles dove nel film Carmen Jones, Preminger, gli chiede di collaborare. Da questo momento il talento creativo di Bass nella progettazione dei titoli si manifesta e ufficializza a tutto il mondo.
Alcune delle sue realizzazioni artistiche ,sono meno note, come i generici, realizzati per il cinema che posseggono
spesso una’ estrema e sufficiente bellezza. Successi di immagine di importanti aziende mondiali (come Bell, United Airlines, Continental Airlines, Warner… solo per citarne alcune), sono dovuti alla Saul Bass and Associates.www.saulbass.co.uk/
www.designmuseum.org/design/saul-bass
it.wikipedia.org/wiki/Saul_Bass
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sere sicuramente di concezione scandinava. La caretterizzante invasione nelle nostre case di oggetti made in Svezia, pone l’obbligo di una riflessione, sono oggetti funzionali e pratici, anche belli talvolta ma soprattutto costano poco. Questa è in definitive la filosofia vincente del design svedese ed il segreto del suo successo. Nella capitale svedese tutto è design, negozi, caffè, pub, alberghi. Tempio del design giovane è il Design Torget (“Piazza del Design”), dove si possono trovare gli oggetti più strani o comunque destinati a diventare fra qualche anno, oggetti introvabili e vintage. Altra fonte può essere 10 Swedish Design o 125 Kvadrat dove possiamo trovare designer di stoffa, del gioiello, della ceramica, del vetro e di tanti altri materiali. Il classico che fece breccia negli anni 40 come quello di Kosta Boda o le vetrine di grandi nomi come Svenskt Tenn, fondato nel 1924 dal designer Josef Frank (austriaco ma grande interprete del pensiero svedese) e dall’artista Estrid Ericson e dove sono ancora oggi come ogni anno, proposti oggetti nati dai suoi
schizzi, accompagnati da altri di designer contemporanei. In questi luoghi l’offerta è varia, dai pezzi vintage, oggetti del periodo d’oro del design scandinavo, ad invenzioni di ragazzi che ancora studiano. In Sibyllegatan è situato Modernity, che fino al 2003 aveva la sua sede in Gamla Stan. L’ ambiente è prettamente vintage ed è famoso proprio per questo. I grandi nomi dei designer che rimbalzano in questo posto, sono : Wirkkala, Saparneva, Jacobsen, Wegner, Mathsson, Juhl, Aalto. Gli emergendi hanno comunque il loro spazio, rendendolo quindi must. Ma per avere un’ idea chiara su quelle che sono le giovani tendenze del design svedese, bisogna dare un’occhiata allo Svensk Form, od al Moderna Museet oppure all’Arkitekturmuseet nell’isola di Skeppsholmen. www.svenskform.se/form_designtidskriften.aspx
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Il tessuto urbanistico tende ad assumere le indicazioni dell’idea comune di potenziamento e sfruttamento del trasporto fluviale con relativa riorganizzazione delle sponde del fiume e l’obbiettivo di trasformare l’isola che si trova al centro dei due fiumi cittadini (Sava e Danubio), nell’epicentro del sisma culturale della città stessa.
Il comune senso di apertura all’esterno dei giovani architetti, verso l’idea di creare una città come brand,
come modello replicabile, dà la possibilità di avere contributi creativi da tutti coloro I quali concepiscano in pieno, questo concetto di città nuova.Il progetto Belgrado vuole porre la città in un conglomerato multi dimensionale soggetto ad un meccanismo di mercato flessibile, un laboratorio dinamico. Queste ed altre ancora sono le indicazioni, pervenute anche dall’anno scorso, quando un evento collaterale alla Biennale, “Città. Architettura e società”, ha presentato dal 10 settembre al 19 novembre 2006, con un gruppo di persone denominato Project Belgrade: Transition:ism, le idee ed i progetti per la futura nuova città di Belgrado.
Questa città ha un’origine molto antica e la sua storia è purtroppo fitta di periodi spesso tristi. La capitale serba oggi gode di un’immagine di metropoli moderna, centro della vita politica e culturale del paese. Teatri e gallerie d’arte, musei e belle spiaggie sulle rive dei due fiumi sono contornati da parchi immersi nella natura.
Belgrado ha una predisposizione molto spiccata per le ore piccole. Quando, per lo più, in Europa i caffè si preparano a chiudere i battenti, Belgrado si sta appena svegliando. Musica dal vivo, ristoranti
etnici, colori di mille lucine accese che riflettono sulle acque scure del Danubio. E’ un aspetto questo, insospettabile, che restituisce alla città un grande respiro di metropoli viva ma non disordinata, animata ma non chiassosa, gioviale ma non turbolenta. Sottigliezze che vanno definite, perché su Belgrado, è inutile negarlo, gravano pregiudizi legati alla triste storia di guerra.La posizione della città, è strategica, come crocevia che collega tutte le più importanti città della Serbia e del Montenegro e le città della Macedonia.
Raggiungere Belgrado è possible facilmente dall’Austria e dalla Germania.
www.serbia- turismo.it/index.php?option=com_content&task=view&id=14&Itemid=36&lang=it
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Questo comporta un’attenta e consapevole formazione, nonchè un’intuitiva analisi della società moderna e delle sue esigenze in prospettiva. Quello che oggi è nuovo, domani rappresenta l’ovvio ed è proprio per questo che le professioni “trend setter” dovranno tener presente della velocità della tecnologia ma anche dei problemi della società consumistica (crisi energetica, surriscaldamento della terra, rifiuti, smog…) perchè le coscienze delle nuove generazioni avranno queste cose come cartina tornasole. La formazione dei nuovi creativi, dei designer, dovrà avere come fonte e base morale tali realtà e quindi essere solida, consapevole e con concetti di sostenibilità del prodotto creato. Rimaranno sicuramente atteggiamenti cluster di appartenenza sociale legati alla pubblicità, al marketing ed al brand identity ma tuttociò dovrà collocarsi in un contesto di tutela ambientale globale. Per un’adeguata preparazione al mestiere del designer, nel mondo esistono molte scuole e luoghi che concentrano le energie più eccentriche ed intense a livello internazionale. Eludendo le mete italiane, per avere una finestra globale citiamo, il Central St. Martins College of Art and Design (www.csm.arts.ac.uk), The Bartlett(www.bartlett.ucl.ac.uk), Royal College of Art (www.rca.ac.uk) a Londra; Institute without Boundaries(www.institutewithoutboundaries.com) a Toronto; negli Stati Uniti, Cranbrook (www.cranbrook.edu), Bloomfield Hills, Michigan; Rhode Island School of Disegn, Providence (www.risd.edu); Stanford Institute of Disegn, California (www.stanford.edu); Pratt, New York (www.pratt.edu). In Germania, KISD a Köln (www.kisd.de); a Parigi, ENSCI (www.ensci.com); mentre in Svizzera, ECAL a Lausanne (www.ecal.ch); nei Pesi Bassi, il TU di Delft (www.tudelft.nl), Design Academy Eindhoven (www.designacademy.nl) ed Sandberg Institute ad Amsterdam(www.sandberg.nl). La Norvegia offre il BAS a Bergen (www.bergenarkitektskole.no); a Gerusalemme in Israele, Bezalel Academy of Arts and Design (www.bezalel.ac.il). Ma un occhio particolare va teso verso oriente nelle zone asiatiche, dove il “mercato globale” è caldo; in Cina, Tonji University di Shanghai (www.tongji.edu.cn); in Taiwan, Tunghai University Taichung (www.thu.edu.tw). A Bangkok, le università di Kasetart (www.ku.ac.th) e Silpakon (www.su.ac.th); a Singapore la National Univesity (www.nus.edu.sg).
In india c’è la NID ad Ahmedabad (www.nid.edu). Questi sono i percorsi dove fluisce e si forma la creatività mondiale dei designer che non dovranno dimenticare l’impronta ecologica che indurranno a lasciare sulla terra, agli utenti finali del prodotto creato. Questa è e dovrà essere, la sfida e l’obiettivo, ma anche l’ impegno morale, dei futuri creativi.2007 © Antonio Tisi
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Vienna o il Burgenland, la Carinzia, Vorarlberg, il percorso del Danubio, la zona del Salusburghese fino al Tirolo; questa è l’Austria dagli angoli bellissimi e caratteristici, impregnati di storia ed arte. Ad Halbturn c’è il castello dell’ imperatrice Maria Teresa ma paradossalmente, maggiore attrazione è creata dala presenza del lago Neusiedler See, che costituisce un parco nazionale meta e paradiso per I naturalisti. La Carinzia, piena di laghi, è farcita di curve e stradine in salita che a
ttraversano verdi foreste e rigogliose montagne.Il Vorarlberg, da Bregenz nella zona del Lago di Costanza ed il Reno, conosciuta più per il Festival estivo di musica, oltre ad avere un antico centro, è anche una zona di moderni edifici (Interunfall), disegnati da Jean Nouvel.
Mentre a Schwarzenberg, nel Bregenzerwald, visse dal 1756, la pittrice bambina-prodigio Angelika Kauffmann, famosa a Londra ed a Parigi, amica di Goethe. A lei saranno dedicate 2 mostre, in queste zone, dal 14 giugno al 5 novembre di quest’anno ( www.angelika-kauffmann.com ).
La Bassa Austria è la regione più grande del paese ma meno frequentata; partendo da Krems, città con edifici gotici, barocchi, decorati con graffiti e stucchi, fino al rinasimentale Schloss Rosenburg (castello delle rose) che si adagia sullo sperone roccioso del fiume Kamp. L’Alta Austria è una regione di laghi ed oltre alle miniere di sale, si può incontrare Hallstatt, città patrimonio dell’ UNESCO. Tra Verdi frutteti e vigne si estende la Stiria con Graz il capuoluogo, importante centro culturale e bellissimo centro storico.
Un mosaico di stili che si sono sovrapposti nel tempo, gotico, barocco, rinascimento fino al liberty. Architetture moderne si sono aggiunte nel tempo, come la Kunsthaus disegnata da Peter Cook e Colin Founier oppure la strabiliante Murinsel, un’ isola di acciaio e cristallo dalla forma di una grande chiocciola adagiata al centro del fiume Mur.
Vienna, capitale austriaca si culla da se tra l’arte e nuove zone trendy, come quella fra Museumsquartier e Nacmarkt dove lungo la Gumpendo
rferstrasse, si possono incontrare locali e negozi interessanti ed insoliti, come il “ Ra’ mien ”, locale minimalista, quasi spoglio dove è possible mangiare asiatico, oppure il“ShanghaiThan“ con stile appunto Shanghai. Il design contemporaneo ha il suo quartier generale al grande negozio “Das Möbel”, dove su tre livelli gli oggetti di 100 designer emergenti, sono offerti al pubblico. Il “ritorno alla natura”, invece è il tema del “Saint Charles”, che è un insieme di tre nuovissimi locali, una farmacia, un ristorante ed un negozio di cosmetici, il tutto in un ambiente altamente chic. Infine giovani designer austriaci ed europei usano le vetrine del “Nacbarin” per offrire le nuove tendenze della moda.
www.kunsthausgraz.at/