AT 7 news | Antonio Tisi | freelance journalist


Berlino (Germania) – Prenzlaueberg tra vecchio est e quartiere new trendy.
ottobre 11, 2007, 1:05 am
Filed under: Art and City
Il quartiere di Prenzlaueberg, si trova a nord della famosa Alexanderplatz, in prossimità di una non percettibile altura che le dà il nome stesso. Ha palazzi residenziali con facciate semplici e decorate con sobrietà e gusto. I tipici cortili berlinesi che si aprono dietro ampi portoni e gli appartamenti che guardano l’esterno dei palazzi, danno alle abitazioni interne un accenno un pò più popolare di questi ultimi. Dopo più di un decennio, il quartiere (come l’intera città) è in un perenne cantiere che giorno per giorno ne cambia e ne definisce l’aspetto architettonico ed urbanistico. La giovane storia del quartiere, risale ai tempi dell’ Imperatore Guglielmo I, che lo indicò come quartiere per il “popolo”, con una alta densità residenziale grazie ad un progetto del 1862 dell’ingegnere James Hobrecht. Ebbe naturalmente gravi danni durante il conflitto e conobbe un periodo di abbandono; la caduta del Muro, però, segnò un’interessante momento di rivalutazione del quartiere in quanto molti “occidentali” iniziarono a cercare casa con condizioni economiche vantaggiose da ristrutturare. Iniziò così a crearsi un ambiente ed un’atmosfera un pò bohémienne che nel tempo sembra dover soccombere ad influssi sociali e ceti più agiati. Il quartiere della Schoenhauser Allee ha ricevuto nella zona settentrionale, un egregio intervento di ristrutturazione grazie allo studio Welss & Faust. Le strade brullicano di locali, negozi e pub a tratti vintage ed a tratti moderni con design d’avanguardia. Interessante ed indovinato è l’intervento fatto su di una fabbrica di birra dell’ 800, la Schultheiss, che con adeguato maquillage si è trasformata in Kulturbrauerei, con cinema, negozi, spazi pubblici, spettacoli e conferenze quotidiane. Questa struttura industriale composita fà assomigliare il posto ad un piccolo villaggio con iniziative e fervori artistici in ogni piazza. Ambienti, quail, le rimesse, le sale una volta adibite all’imbottigliamento della birra od al carico merci, oggi sono alcova ideale per ospitare palchi, attrezzature, poltrone e schermi giganti con proiezioni di ogni genere che attirano un notevole e costante pubblico. Il tutto è contornato dalla base cromatica del rosso mattone, quello tipico della zona e che contradistinque l’architettura industriale tipica berlinese. Questo polo culturale ha dato una grande spinta al quartiere ed a questa zona della città che fino a qualche anno fà, vestiva già bene I panni di “quartiere trendy” andando a dar manforte a quelli già da lungo tempo tali come Kreuzeberg, Mitte e Schöneberg. Molte correnti artistiche della città, lo hanno scelto come quartier generale. Ma per Berlino le trasformazioni sono ancora in atto. www.kulturbrauerei-berlin.de/kulturbrauerei/01_home/home.php www.berlin.de/
www.prenzlberg.net/

2007 © Antonio Tisi


Milano (Italia) – Schnabel lo sperimentatore.
luglio 11, 2007, 2:55 pm
Filed under: Art and City
Un cuoco di New York, per anni di giorno cucinava ma di notte invece, dipingeva ed incollava pezzi di piatti per dar vita ad originali ritratti; quell’uomo, era Julian Schnabel. La sua sperimentazione ha inizio nel 1976 ed oggi nonostante sia un artista moderno esprime platealmente anche la sua veste antica con la certezza che quest’ultima sia sempre per tradizione il tesoro del sapere per chi la sa valorizzare. Le ultime sue creazioni, alcuni dipinti, infatti hanno un qualcosa del Velazquez con il chiaro riferimento alla tradizione dell’autoritratto. Le cornici barocche da lui stesso create, raccolgono volti e personaggi. Enormi sono le dimensioni delle tele dedicate a Jane Birkin nel ’90.
Altra sua opera è, Japanese Painting, immagini di colori ad olio su gigantesche foto digitali o di figure cinesi. Gli autoritratti con i pezzi di piatti dimostrano l’evoluzione della sua sperimentazione dai primi albori energetici ed artistici.
Schnabel oltre che pittore, è compositore e regista ed ha ricevuto il premio speciale., quest’anno a Cannes, per Schaphandre et le papillon
(nel 1996 firmò anche Basquiat). Curiosità, fa anche il decoratore di hotel.
Ha una moglie spagnola e vive tra New York e San Sebastian in Spagna.

JULIAN SCHNABEL, PAINTINGS 1978-2007
MILANO, ROTONDA DI VIA BESANA
FINO AL 16 SETTEMBRE

en.wikipedia.org/wiki/Julian_Schnabel

2007 © Antonio Tisi


Berlino (Germania) – Il cuore dell’arte sarà la nuova Temporaere Kunsthalle nella Schlossplatz.
luglio 7, 2007, 12:42 am
Filed under: Art and City
Le pulsazioni artistiche della nuova area dedicata all’arte, saranno internazionali e globali. Entro la fine di quest’anno sarà ultimata la Temporaere Kunsthalle, la casa d’arte contemporanea di Berlino nella Schlossplatz. Prenderà il posto dello storico Palast der Republik, il Palazzo della Repubblica emblema della vecchia Germania dell’est che in rovine, vive la sua demolizione. Il progetto è già visionabile online con il modello tridimensionale di Franz Ackermann e Candice Breitz all’indirizzo www.kunsthalle-berlin.com. L’aspetto architettonico è a cura dello studio Krischanitz & Frank ZT GmbH, mentre l’idea nasce dalla matrice creative di Coco Kühn e Costanze Kleiner che rappresentano il White Cube Berlin. La forma sarà di un cubo trasparente che si trasformerà in un grande schermo per proiezioni video. Sarà caratterizzato da un’ architettura leggera che rispetta la tendenza di molte strutture ed edifici di Berlino. Katja Blomberg, consulente artistica del progetto nonchè direttrice dell’Haus am Waldsee di Berlino, definisce il progetto della Temporaere Kunsthalle come un monitor a livello globale, attraverso il quale l’arte berlinese si proporrà a tutti e rappresenta la vetrina dove si concentreranno le varie forme di creatività artistiche della città e non solo, a livello internazionale.



2007 © Antonio Tisi



Milano (Italia) – Immagini dal paesaggio prossimo milanese.
giugno 3, 2007, 2:15 pm
Filed under: Art and City

Un interessante progetto nato nell’estate del 2006, grazie alla collaborazione tra la Provincia di Milano e Contrasto, vuole raccontare il territorio in milanese. “Paesaggio prossimo, la Provincia di Milano nello squardo contemporaneo di 12 fotografi”, infatti, attraverso l’occhio di fotografi storici e contemporanei italiani di fama internazionale, intende illustrare e descrivere il paesaggio, I luoghi e le situazioni che rendono celebre e madre di tendenze, la città di Milano e la sua provincia. In ogni settore dell’arte e della creatività, grazie alla sinergia tra I maggiori attori di questi ambiti, veicolano contributi per esprimere e descrivere la Milano della cultura, dell’ arte, della moda. Un percorso commune che evidenzia gli aspetti più significativi di questo territorio. Parole e foto, passione e dubbi, ricordi e speranze sono gli elementi attraverso i quali esponenti della cultura, della creatività e dell’ attualità, hanno raccontato la loro Milano. Massimo Siragusa ed il regista Ermanno Olmi raccontano la Milano della cultura e dell’ arte. Stefano De Luigi e lo stilista Elio Fiorucci ci parlano di moda e creatività. Gianni Berengo Gardin propone le sue immagini con il commento di Don Virginio Colmegna, direttore della Caritas Ambrosiana, per quanto riguarda il settore Assistenza, Integrazione e Solidarietà. Per quello di medicina e scienze, si ha il contributo in immagini di Guido Harari e in parole quello di Umberto Veronesi. Il mondo dei giovani è raccontato da Alex Majoli e Camilla Raznovich (conduttrice televisiva e radiofonica). Sport e tempo libero beneficiano delle foto di Riccardo Venturi e le riflessioni di Dino Meneghin. L’ architettura urbana si avvale dell’opinione dell’architetto Massimiliano Fuskas e di Gabriele Basilico. Di economia e sviluppo se ne occupano Ferruccio de Bortoli (direttore de Il Sole 24 Ore) e Enrico Bossan.

Il design è affidato invece, a Paola Antonelli (acting chief curator del dipartimento di architettura e disegn al MoMa di New York) ed a Paolo Pellegrin. Per i trasporti e la mobilità, l’architetto Stefano Boeri e le immagini di Francesco Radino; per l’ambiente, Daniele Dainell e Damiano Di Simine. Infine Filippo Penati (presidente della Provincia) ed il fotografo Lorenzo Cicconi Massi, chiudono il cerchio, offrendo il loro punto di vista..

SCHEDA
Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano
13 giugno – 7 ottobre 2007
tutti i giorni 10-19.30,
martedì e giovedì fino alle 22, chiuso il lunedì
Biglietti:intero €4,10,ridotto €2,70,gruppi scolastici €1,50,
ing.libero il 1° martedì del mese

Milano (Comune di Milano)
www.contrasto.it

2007 © Antonio Tisi


Venezia (Italia) – L’America degli anni ‘60 raccontata dai colori saturi e brillanti di Tom Wesselmann.
giugno 1, 2007, 1:55 am
Filed under: Art and City

La realtà quotidiana ed i ritagli di essa, sono la matrice portante delle immagini di Tom Wesselmann che sono esposte fino al 13 ottobre 2007, alla Galleria Flora Bigai Arte Moderna e Contemporanea a venezia. Tra i principali artisti della Pop Art, Wesselmann, con la sua opera ha collocato l’attenzione sulla ricerca della riconoscibilità di figure ed oggetti insistentemente familiari, rassicuranti. I colori sono saturi e brillanti quasi da creare un effetto “bombato” alle immagini ed ai soggetti. La dimensionalità degli oggetti, i piani dello sfondo il gioco con essi. Still Life con le donne di Amercan Nudes manifesta la tendenza ad appiattire la prospettiva per valorizzare in modo esuberante lo sfondo. Per approfondire la ricerca di Wesselmann, l’esibizione offre due momenti, quello dedicato agli schizzi preparatori ed ai disegni, e l’altro alla imponente fisicità dell’alluminio, presente nelle sue opere. In questa esposizione, è possible ammirare, raccolte di disegni che abbracciano quasi l’intera attività dell’artista Americano, per un periodo che va dal 1965 al 1994. Tom Wesselmann Galleria Flora Bigai Arte Moderna e Contemporanea OPERE SU CARTA Venezia dal 9 Giugno al 13 Ottobre 2007 STEEL CUT ALLUMINIO Pietrasanta dal 14 Luglio al 2 Settembre 2007 www.florabigai.com/
www.artnet.com/artist/17744/tom-wesselmann.html

2007 © Antonio Tisi


Parigi (Francia) – Sulla Senna si respirano influssi artisticiti tribali.
giugno 1, 2007, 1:39 am
Filed under: Art and City

Dal 19 giugno fino al 16 settembre 2007, Parigi sarà palcoscenico utile per ammirare ricchissime collezioni di manufatti originari dei quattro angoli del pianeta (Asia, Oceania, Africa e Americhe). La Senna con il suo dondolio fa compagnia a queste creazioni che sono esposte sulle sue rive a due passi dalla Torre Eiffel, nel Museo del Qual Branly. L’idea partì già 10 anni fa dall’allora presidente francese (Chirac), (e come il Beaubourg era nato da un’idea del presidente Georges Pompidou e la Bibliothèque Nationale dalla volontà di François Mitterrand). La differenza di latitudini per la diversità delle cose esposte, non viene avvertita e non pesa. Per non avere un atteggiamento poco onorevole, sono state definite “arti prime” per evitare “primitive”. Si possono vedere utensili domestici, totem, indumenti, dipinti sacri o strumenti musicali. Le cosiddette “arti colte” dei grandi paesi asiatici, hanno avuto già la loro occasione espositiva presso il vicino Museo Guimet. L’Unesco non poteva certo non farsi carico del progetto. Il difficile era coniugare l’innovazione della presentazione sia nelle forme che nei contenuti con queste “altre” culture e riuscire ad esporle come su di una passarella che unisce il “vecchio mondo” con il centro del “mondo moderno”. La risposta l’ha data l’architetto Jean Nouvel, autore pure, una paio di decenni fa del rivoluzionario, Institut du Monde Arabe. www.quaibranly.fr/

www.museeguimet.fr/

2007 © Antonio Tisi



Sant’ Elia, Cagliari (Italia) – Betile, la nuova sede del Museo mediterraneo dell’arte nuragica e contemporanea.
maggio 15, 2007, 2:47 pm
Filed under: Art and City
Sarà realizzata sul fronte mare di Sant’ Elia, Betile e nascerà dal progetto dell’architetto donna, anglo-iracheno, Zaha Hadid (prima donna a vincere nel 2004 il premio Pritzker, il nobel dell’architettura) che ha spiazzato nella selezione avviata quasi un anno fa, molti studi di fama internazionale e sicure promesse del mondo architettonico, come Herzog & De Meuron, Massimiliano Fukas, Gonzalo Nuno Pinheiro de Sousa Byrne, Archea, Francesco Garofalo, Giampiero Lagnese, Mutti e OBR, Jean Nouvel. La Hadid ha già realizzato in Italia il MAXXI, il nuovo museo d’arte contemporanea a Roma.
Ha vinto la sensibilità per il fronte mare cagliaritano, espressa dal progetto con forme sinuose di grande bellezza e respiro quasi ad assomigliare ad una naturale e fantasiosa scultura naturale.
La fluidità regna sovrana facendo dimenticare l’aspetto arcaico del concetto ma evidenziando quello innovativo. La perfetta e sperata simbiosi aveva come attori principali, la morfologia della costa cagliaritana, i reperti della cultura nuragica e le suggestioni dell’arte contemporanea.
Circa 68 milioni di euro sarà il costo per realizzare Betile, la Guggenheim del mare di Sant’ Elia, entro il 2009.

www.regione.sardegna.it/bandi_internazionali/betile/

2007 © Antonio Tisi


Roma (Italia) – MACRO, il Museo d’Arte Contemporanea della capitale.
maggio 10, 2007, 3:08 am
Filed under: Art and City
Con il riassetto delle strutture capitoline, il Museo d’Arte Contemporanea di Roma prende vita in versione MACRO. Nasce, sia dall’ex stabilimento industriale della Peroni con una superficie di 4.320 mq circa, progettato all’inizio del Novecento da Gustavo Giovannoni e che rappresenta una delle rare testimonianze di archeologia industriale della città, e dai padiglioni del complesso edilizio dell’ex Mattatoio di Testaccio, realizzato tra il 1888 ed il 1891 grazie al progetto dell’ architetto Gioacchino Ersoch.
Quest’ ultima area è un ambiente che fermenta manifestazioni culturali ed eventi artistici; MACRO Future, infatti, si pone come obbiettivo, lo sviluppo e la diffusione dell’arte contemporanea e si avvale dal 2002 di due padiglioni all’interno del Mattatoio, con una supeficie di 105,000 mq di cui 43,000 coperti.
Vivendo in simbiosi con il quartiere che ha una forte presenza di giovani nelle ore serali, il MACRO Future è aperto dale 16 alla mezzanotte con ingresso gratuito. Grazie alle sue dimensioni, l’area si presta molto bene ad ospitare esibizioni ed espressioni artistiche, nazionali ed internazionali presenti negli ambienti della cultura visiva e della contaminazione tra linguaggi differenti.
Si respira un’aria di idonietà per rappresentare ad un pubblico sfaccettato e tendenzialmente giovane, il punto energetico dove si possano manifestare e vivere I valori delle varie espressioni artistiche comtemporanee.
In questo periodo al MACRO è possible vedrere le opere di Ghada Amer
(Il Cairo nel 1963), dal 26 maggio al 30 settembre o quelle Poalo Carnevari;
fino a dicembre invece è possibile osservare un macchinario particolare di riciclo con l’ Atelier Van Lieshout (The Technocrat).
MACRO Future, propone dal 21 aprile al 30 settembre, Into Me/Out of Me.
Gli artisti, circa centoventi, tra i più importanti del panorama internazionale esplorano la dimensione interna ed esterna del corpo umano in una collettiva curata da Klaus Biesenbach.

MACRO
Via Reggio Emilia 54 – 00198 Roma
Orario Martedì-domenica 9.00-19.00; festività 10.00-14.00
(la biglietteria chiude mezz’ora prima)
Giorni chiusura Lunedì

MACRO Future
Piazza Orazio Giustiniani 4 – 00153 Roma
Orario Martedì-domenica 16.00-24.00; festività 16.00-24.00
Giorni chiusura Lunedì

www.macro.roma.museum/italiano/mostre/index.html

2007 © Antonio Tisi


Kassel (Germania) – Nell’Assia meridionale, ogni 5 anni una mostra, “documenta”, l’arte moderna e contemporanea.
maggio 9, 2007, 12:21 am
Filed under: Art and City
Arnold Bode nel1955 la inaugurò facendola far parte della mostra di orticultura della Repubblica Federale Tedesca che in quel periodo si svolgeva appunto a Kassel. Il successo fu considerevole ed inaspettato, coinvolgendo artisti come Picasso e Kandinsky. Quest’anno sarà ricordato inoltre per la coincidenza con la Biennale di Venezia (ogni 2 anni) e Münster Skulptur Projekte che si propone ogni 10 anni. Documenta è conosciuta anche come “il museo dei 100 giorni” ed attrae più di 650 mila visitatori, contro i 260 mila circa della Biennale. Quest’anno la mostra, proponeva molti misteri sugli artisti partecipanti, sulla filosofia espositiva e sulla situazione economica in quanto il direttore artistico lamentava che solo 2 milioni di euro rispetto ai 19 di budget sono realmente spesi per l’esposizione. Potremo vedere creazioni del cuoco spagnolo Ferran Adrìa ideatore dell’aria fritta e delle olive ricostruite, i cinesi Ai weiwei, Yang Lei e Zheng Guogu, l’afroamericano Kerry J. Marshall, il bulgaro Hito Steyerl, il polacco Artur Zmijewski, l’inglese Mark Lewis con il suo trailer introduttivo alla mostra e tanti altri ancora. Queste le edizioni negli anni. documenta 1, dal 16 luglio al 18 settembre 1955, direttori artistici: Arnold Bode, Werner Haftmann ; * documenta 2, dal 11 luglio al 11 ottobre 1959 , direttori artistici: Arnold Bode, Werner Haftmann; * documenta 3, dal 27 giugno al 5 ottobre 1964 , direttori artistici: Arnold Bode, Werner Haftmann; * documenta 4, dal 27 giugno al 6 ottobre 1968 , direttore artistico: Arnold Bode; * documenta 5, dal 30 giugno al 8 ottobre 1972 , direttore artistico: Harald Szeemann ; * documenta 6, dal 24 giugno al 2 ottobre 1977 , direttore artistico: Manfred Schneckenburger ; * documenta 7, dal 19 giugno al 28 settembre 1982 , direttore artistico: Rudi Fuchs ; * documenta 8, dal 12 giugno al 20 settembre 1987 , direttore artistico: Manfred Schneckenburger; * documenta IX, dal 13 giugno al 20 settembre 1992, direttore artistico: Jan Hoet ; * documenta X, dal 21 giugno al 28 settembre 1997, direttore artistico: Catherine David ; * documenta 11, dal 8 giugno al 15 settembre 2002 , direttore artistico: Okwui Enwezor . Quest’anno quindi si svolge , documenta 12, dal 16 giugno al 23 settembre 2007 , direttore artistico: Roger M. Buergel. Le ultime edizioni hanno proposto una visione unica sull’arte di tutti i continenti. Documenta 12 è aperta tutti I giorni dalle 10 alle 20. I biglietti si possono acquistare anche online all’indirizzo, www.documenta12.de , I bambini al di sotto dei 7 anni hanno l’ingresso gratuito; ulteriori informazioni si possono attingere dal sito, www.kassel-tourist.de ed al n. tl. +49 180 511 56 11

2007 © Antonio Tisi


Londra (UK) – I versi dei grandi autori della letteratura cinese viaggiano con la metro inglese.
maggio 8, 2007, 2:26 pm
Filed under: Art and City
La Cina prende la metro ed arriva a Londra, sarebbe il caso di dire; è un paese che sta modificando gli equilibri planetari e si presenta come ottimo candidato ad essere l’artefice di un cambiamento epocale nella distribuzione della popolazione sulla terra; ci sarà in futuro una prevalenza di persone urbanizzate rispetto a quelle che abitano in zone rurali. Shanghai sarà la nuova Londra del futuro? Intanto i grandi autori della letteratura cinese, Li Bai, Du Pu o Po Chu-I sono letti nella metropolitana di Londra. L’idea non è nuova in quanto la capitale britrannica offre da quasi 20 anni queste formule culturali sulle linee del trasporto pubblico. Ma mai come in questo caso la globalizzazione fa la sua parte, perchè a Shanghai come giusta risposta sono diffusi versi di 4 poemi britannici. Un bell’ esempio di scambio culturale tra le due lingue più parlate nel mondo. La Cina un paese che fino ad una trentina di anni fa viveva una dittatura repressive da un paio di decenni invece è tesa al consumo di massa stimolata dalla pubblicità commerciale che scopre così, un enorme bacino al quale fare riferimento. Dando la possibilità ad un paese straniero di fornire contenuti culturali, Shanghai a dato atto di preferire per due mesi, di rinunciare agli introiti pubblicitari come investimento per più alti obiettivi da raggiungere nella vetrina internazionale. Il cambiamento o l’orientamento verso quest’ ultimo è anche di carattere sociale, di costume, nelle stesse abitudini più radicate, come “lo sputo” che con una campagna comune nelle città olimpiche del 2008, si bandirà per tentare di ripulire le strade urbane del paese.
I versi di William Blake, di Wordsworth, Kathleen Jamie, “Butterfly” di Michael Bullock, impegnativi e tendenzialmente pessimisti come da tradizione Britannica, suonano non certo in perfetta armonia con lo spirito ottimista e di crescita che la Cina ha dimostrato di avere in questi ultimi anni.

www.tuttocina.it/Tuttocina/Letteratura/lettcin.htm

www.letteratura-inglese.info

2007 © Antonio Tisi



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