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director più bravi. Hideki Nakajima, un genio giapponese della grafica che ha ideato riviste, allestito mostre e collaborato con importanti musicisti. La sua formula vincente è creare suspense. Nel 2006, ha vinto per l’ennesima volta , il Tokio TDC Grand Prix per una serie di poster intitolati “Seven Exhibition”, presentati ad Hong Kong l’anno prima. Nella storia della grafica,
alcune sue opere hanno guadagnato un posto fisso. Mostre permanenti sono dedicate a lui da istituzione dell’arte come il MoMa di New York, il Guangdong Museum of Art in Cina ed il Musèe de l’Imprimerie in Francia. Una sua prima personale , presso l’esclusiva ggg – Ginza Graphic Gallery di Tokio, Clear in the Fog, è stata presentata nei primi mesi di quest’anno. Una preziosa collaborazione reciproca è in atto fin dal ’99 con Ryuichi Sakamoto che ha prodotte scie di creatività nelle quail fluivano nomi come, Norika Sora and Shigeo Goto, realizzando molte copertine cd. 
La collaborazione con Sakamoto è oggi attivissima e continua, soprattutto su progetti di carattere sociale nonchè artistici. Attualmente, Sakamoto, gli ha affidato la grafica del progetto “Rokkasho” dal nome del villaggio che ospita il più grande impianto di riprocessamento di plutonio dell’Asia per sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi della proliferazione nucleare.
Nakajima è da oltre un decennio art director della rivista cult di arte e design, Cut; è un discepolo di un altro grande della grafica, Masami Shimizu.
La sua creatività sembra avere un sesto senso.
Questo genio nipponico, lavora e realizza, nel suo studio di Aoyama a Tokio.
www.nkjm-d.com
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ù popolare di questi ultimi. Dopo più di un decennio, il quartiere (come l’intera città) è in un perenne cantiere che giorno per giorno ne cambia e ne definisce l’aspetto architettonico ed urbanistico. La giovane storia del quartiere, risale ai tempi dell’ Imperatore Guglielmo I, che lo indicò come quartiere per il “popolo”, con una alta densità residenziale grazie ad un progetto del 1862 dell’ingegnere James Hobrecht. Ebbe naturalmente gravi danni durante il conflitto e conobbe un periodo di abbandono; la caduta del Muro, però, segnò un’interessante momento di rivalutazione del quartiere in quanto molti “occidentali” iniziarono a cercare casa con condizioni economiche vantaggiose da ristrutturare. Iniziò così a crearsi un ambiente ed un’atmosfera un pò bohémienne che nel tempo sembra dover soccombere ad influssi sociali e ceti più agiati. Il quartiere della Schoenhauser Allee ha ricevuto nella zona settentrionale, un egregio intervento di ristrutturazione grazie allo studio Welss & Faust. Le strade brullicano di locali, negozi e pub a tratti vintage ed a tratti moderni con design d’avanguardia. Interessante ed indovinato è l’intervento fatto su di una
fabbrica di birra dell’ 800, la Schultheiss, che con adeguato maquillage si è trasformata in Kulturbrauerei, con cinema, negozi, spazi pubblici, spettacoli e conferenze quotidiane. Questa struttura industriale composita fà assomigliare il posto ad un piccolo villaggio con iniziative e fervori artistici in ogni piazza. Ambienti, quail, le rimesse, le sale una volta adibite all’imbottigliamento della birra od al carico merci, oggi sono alcova ideale per ospitare palchi, attrezzature, poltrone e schermi giganti con proiezioni di ogni genere che attirano un notevole e costante pubblico. Il tutto è contornawww.prenzlberg.net/
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Ogni cosa in qualsiasi settore della vita ha bisogno di rinnovamento, nuovi stimoli, nuovi obbiettivi da raggiungere. Fa parte del dna dell’uomo, è una formula intrinseca a noi stessi. Nella progettazione grafica questo rappresenta la “linfa
vitale” per poter fare questo mestiere con successo. Reinventarsi, potrebbe essere l’ orientamento generale, perchè la progettazione è soggetta a mode e tendenze e progettisi, illustratori e agenzie di punta nel settore hanno l’ esigenza di mantenere sempre fresco il proprio stile, all’ avanguardia con i tempi. Una delle norme fondamentali, nell’ambito della progettazione grafica, è il cambiamento. Lo stile del fotomontaggio, per esempio, un tempo molto popolare ha perso smalto ed I suoi adepti si sono evoluti. Per mantenere il successo nel corso degli anni, il progettista deve far in modo che il suo lavoro risulti sempre indovinato, accessibile e fresco.
Altri
invece come i consulenti di progettazione Stylorounge che, invece, hanno fatto l’ evelozuione come loro obbiettivo primario, sono rimasti al passo con i tempi e rappresentano loro stessi l’avanguardia delle agenzie. Un esempio per tutti, può essere il settore musicale che ha visto negli ultimi anni, investire sempre meno risorse nella promozione, stampa e confezione dei cd per invece seguire la strada dei video e dei siti web. Ebbene chi ha percepito in anticipo questa tendenza è riuscito a riaffermarsi, quelli che non lo hanno fatto hanno avuto ripercussioni negative commerciali oltre che avvertito la diminuzione del flusso creativo. Ma quale pùò essere la ricetta per cambiare al momento giusto e rimanere creativi? Forse quella di desiderare il cambiamento per poi poter innescare sviluppi positivi e forse conservare i principi fondamentali facendo evolvere, l’insieme attorno a se stessi. Un atteggiamento che porta verso l’ imitazione anche
se fatta bene non premia sicuramente e si respirerà un’ aria di superficialità ma non di rivoluzione creativa, artisticamente parlando. Ma dove c’ è il talento e le idee, partorite magari dall’ispirazione generata dall’ arte, dall’ architettura, dalla fotografia, dal cinema, dalla natura da tutto il contesto intorno, diventa naturale. Bisogna, quindi riconoscere il talento e difenderlo, diversificando i servizi e cercare di mantenere lo stile fresco e unico, tenendo presente che la pressione commerciale impone ed esige prodotti sempre più competitivi sul mercato e di appettibilità globale e massiccia.